Dieta tisanoreica: rischi e costi



Una delle diete che spopola, soprattutto alle porte dell’estate è la dieta Tisanoreica. Si tratta di una dieta iperproteica il cui principio è: mangiare in maniera disequilibrata provocando una carenza mirata. In pratica si punta a mandare in tilt il proprio organismo.
E’ vero che le diete iperproteiche fanno dimagrire in fretta ma a caro prezzo. Alla base di queste diete c’è il principio della chetogenesi. In pratica, eliminando i carboidrati (fonte principale di energia per il cervello) l’organismo si trova costretto a ricavare energia bruciando grassi. Il cervello però li può utilizzare solo dopo averli convertiti nei cosiddetti “corpi chetonici” ovvero molecole più piccole prodotte dal fegato in condizioni di digiuno prolungato o in carenza di zuccheri. Questo dunque il principio base: smettere di mangiare ogni tipo di zucchero (e quindi anche i carboidrati) per molto tempo, così che il corpo sia costretto ad attingere alla propria scorta di grassi.
Tra l’altro la dieta Tisanoreica costa fior di quattrini in quanto se la si vuole seguire non ci si può semplicemente abbuffare di proteine ma mangiare solo ed esclusivamente i prodotti (decisamente molto cari) venduti in appositi centri specializzati e marcati Tisanoreica.
Durante la fase intensiva della dieta (dagli 11 ai 21 giorni) è possibile assumere solo 4 PAT (Porzione Alimentare Tisanoreica). Ogni tipo di zucchero è vietato (sia semplice come quello della frutta e ovviamente dei dolci, sia complesso come pasta e pane). Nella fase successiva che serve per stabilizzare il peso raggiunto, ne bastano due e si introducono i carboidrati integrali.
Un ciclo di Tisanoreica costa oltre 450 euro.
A pagarne il prezzo non è però solo il portafoglio. Tutte le diete iperproteiche come la Tisanoreica provocano all’organismo una stato di intossicazione, appesantendo fegato e reni, situazione  che può provocare nausea, vomito, vertigini e stanchezza cronica.
Inoltre l’accumulo di sostanze tossiche in persone a rischio (cardiopatici, ipertesi o semplicemente chi bene poco) può esser molto pericoloso. Da non sottovalutare poi le pessime abitudini alimentari che si acquisiscono come il non mangiare frutta e verdura (è concessa solo quella verde) che elimina l’apporto vitaminico e di sali minerali indispensabili per la salute.
Possiamo concludere che la Tisanoreica è sicuramente una dieta che fa bene alle tasche del signor Mech (imprenditore veneto che l’ha inventata) ma  è, dal punto di vista della salute, sconsigliabile.

Dieta dell'indice glicemico



La dieta dell’indice glicemico prevede un’alimentazione specifica per ridurre nell’organismo la produzione di insulina, ritenuta responsabile della trasformazione dei carboidrati in tessuto adiposo.
In altre parole in questa dieta l’obiettivo è nutrirsi consumando a piacere i cibi con basso indice glicemico (IG) evitando invece quelli con un indice glicemico alto. A questo scopo ci si basa su tabelle che riportano l’IG di tutti gli alimenti, mentre non occorre verificarne le calorie o limitare la quantità consumata.
Secondo questo principio, i cibi proibiti sono riso, pane, cereali non integrali, patate fritte e purè di patate, mentre si possono mangiare banane, cioccolato, carote, piselli, arance, pasta, lenticchie, mele, succo di pomodoro, yogurt, latte scremato, arachidi tostate e salate.
Un menù tipo può prevedere cereali integrali e latte scremato a colazione; prosciutto crudo, pane integrale e verdura a pranzo; frutta fresca e cioccolato fondente a merenda; insalata mista con uovo e formaggio a cena.

Lati positivi
Tenere sotto controllo gli zuccheri nel sangue è importante per prevenire disturbi cardiovascolari e il diabete alimentare. Positivo anche il fatto di consumare spesso cibi che saziano, come legumi, frutta, latte e yogurt magri (preziose fonti di calcio) e il divieto di abusare di patate fritte e bibite gassate.

Lati negativi
Il limite di questa dieta è che non tiene conto delle calorie. Così si è liberi di consumare a volontà cibi privi di zuccheri per esempio grassi come il burro che però, notoriamente possono causare l’insorgenza di malattie cardiovascolari.

Nella dieta dell’indice glicemico bisogna fare più attenzione alla distribuzione tra carboidrati semplici (zuccheri, miele e dolci), che fanno innalzare rapidamente l’indice glicemico, e quelli complessi (pane e pasta) che, inducendo invece un innalzamento lento, sono preferibili.
Tra i cibi che vanno tenuti sotto controllo c’è l’olio extravergine d’olive perché, pur avendo un indice glicemico basso, è molto calorico. L’ideale sarebbe assumerne al massimo quattro cucchiaini nell’arco della giornata.

Dieta macrobiotica per dimagrire



La dieta macrobiotica si basa sul principio orientale secondo cui la salute dipende dall’equilibrio di yin e yang, le due forze opposte che governano tutti gli aspetti della vita.
Nella dieta macrobiotica la scelta dei cibi viene effettuata in base a questo criterio, quindi concede gli alimenti che hanno un equilibrio yin-yang ed elimina invece quelli solo yin o solo yang.
I cibi più bilanciati dal punto di vista energetico sono i cereali, meglio se integrali, i vegetali freschi ed i legumi. Via libera quindi a grano, riso, orzo, avena, miglio, cavoli, broccoli, radicchio, cipolle, zucche e zucchine, soia e anche frutta fresca.
Proibiti invece carne, uova, latte e derivati, zuccheri raffinati, cioccolato, caffè e spezie.

Vietata la cottura nel forno a microonde che secondo i sostenitori della macrobiotica causerebbe modificazioni nel sangue o utilizzando le padelle antiaderenti  per via del teflon, sostanza nociva.
Riassumendo un pasto cibo dovrebbe essere così composto: 50% di cereali integrali in chicchi, 20-30% di verdure di stagione crude o cotte, 10-20% di carne bianca o pesce (ma non tutti i giorni) oppure legumi o seitan (alimento altamente proteico ricavato dal glutine del grano tenero o da altri cereali come farro e kamut) o crocchette di soia, 10% da frutta di stagione, frutta secca o alghe.
Lati positivi
Senza dubbio è molto salutare consumare in abbondanza verdura, legumi e cereali integrali, per il loro alto contenuto di vitamine, minerali, fibre proteine vegetali. Anche la frutta secca è un nutriente importante perché contiene oli essenziali che proteggono l’organismo, soprattutto la pelle.
Lati negativi
Ridurre in modo troppo drastico i prodotti di origine animale può facilmente provocare gravi carenze nutrizionali di proteina, vitamina B12, vitamina D, calcio e ferro, tutti elementi indispensabili alla salute dell’organismo. Inoltre, l’abolizione di alimenti “consolidati”, come cioccolato e caffè, può avere un effetto psicologico negativo.
La dieta macrobiotica che privilegia i cibi naturali e non trattati ha indubbiamente notevoli vantaggi per la salute, però non bisogna dimenticare di consumare ogni giorno anche una piccola porzione di proteine di origine animale (scelta tra carne, pesce, uova e formaggi), dando sempre la preferenza a quelle a minor contenuto di grassi, perché le proteine sono fondamentali per mantenere la tonicità dei muscoli, evitando che si inflaccidiscano.

Come mantenere alto il metabolismo



Spesso si attribuiscono i chili di troppo al metabolismo lento. Ma in realtà, se non siamo in presenza di disfunzioni ormonali, il metabolismo lento in realtà è una delle conseguenze del sovrappeso e non la sua causa. Il metabolismo infatti rallenta a causa di una scorretta alimentazione e della mancanza di attività fisica; più muscoli abbiamo più calorie consumiamo nel corso della giornata in quanto il muscolo è un tessuto che richiede un consumo di calorie nettamente superiore al tessuto adiposo.
L’attività fisica aumenta il metabolismo che permane elevato anche dopo l’allenamento. L’ideale è svolgere un’attività mista, almeno due o tre volte a settimana, caratterizzata da un lavoro ad alta tonificazione muscolare (con pesi e macchine) seguito da un’attività aerobica come corsa, bici o nuoto.
Dal punto di vista  alimentare per mantenere “in allenamento” il metabolismo è bene seguire alcune regole.
Una buona colazione, il pasto più importante della giornata, da una bella spinta al metabolismo e ci fornisce di una consistente scorta di energia per tutto il giorno. Mentre è bene assumere poco cibo prima di andare a letto. Durante il riposo il metabolismo tende ad abbassarsi e molte delle calorie ingerite vengono immagazzinate nei tessuti di riserva.
Non escludere completamente i grassi e la carne rossa dalla dieta. Un regime alimentare troppo basso tende a diminuire il metabolismo.
Evitare l’assunzione di zucchero raffinato contenuto in dolci e drink che procura sbalzi di glicemia dannosi al corpo. Per poter essere assimilato e digerito infatti lo zucchero ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali, inizialmente presenti nello zucchero ma poi eliminati tramite la raffinazione (in particolare il calcio e il cromo) per ricostruire almeno in parte quell’armonia di elementi distrutta dalla raffinazione. A livello intestinale lo zucchero raffinato provoca processi fermentativi con produzione di gas e tensione addominale. La pancia gonfia che spesso ci si ritrova dopo aver mangiato dolci elaborati è causato appunto dal rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la cosiddetta glicemia. Di fronte a tale impennata, il pancreas risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca discesa del tasso glicemico detta crisi ipoglicemica che provoca malessere , sudorazione, irritabilità e debolezza.
Anche il consumo di cibi piccanti aiuta ad aumentare il metabolismo.
Evitare di saltare i pasti. Fa diminuire il metabolismo e porta a mangiare di più negli altri pasti.
Mangiare cinque volte al giorno evita la sensazione di fame, permette al corpo di avere sempre energie fresche e tiene attivo l’apparato digerente facendo così consumare calorie.
E’ stato dimostrato che il consumo di tè verde fa aumentare il metabolismo senza stressare il corpo come fa invece la caffeina.
Da evitare infine la riduzione drastica dell’apporto calorico. Quando il corpo riceve poco cibo rallenta i processi fisiologici e diminuisce i consumi di calorie attraverso il rallentamento del metabolismo, un po’ come fanno gli animali quando vanno in letargo. Ne consegue che diete che apportano un numero di calorie troppo ridotto producono successivamente l’effetto opposto a quello desiderato, ovvero tendono a far ingrassare più facilmente.

Pausa pranzo, cosa mangiare



La pausa pranzo è un momento cruciale della giornata, indispensabile sia da un punto di vista psicologico che nutrizionale.  La pausa pranzo va concepita come un vero stacco, sia fisico che mentale, utile a ricaricarsi di energia, per affrontare il pomeriggio con più vitalità. Troppo spesso si tende a sacrificarla a favore del lavoro, finendo per mangiare sulla scrivania, davanti al computer senza staccare, al massimo si esce dall’ufficio e si sgranocchia velocemente un panino al bar in piedi. Queste abitudini sono dannose su più fronti. Stare a digiuno 8/10 ore è negativo per il fisico e anche per la resa lavorativa.

La durata ideale della pausa pranzo dovrebbe essere di 20-30 minuti in più rispetto a quelli dedicati a consumare il pasto, un intervallo che consente di legger un libro o un giornale, fare una leggera attività fisica o semplicemente un momento di relax che consente di staccare la spina.

Per quanto riguarda il pasto le regole da seguire per un pasto ideale nella pausa pranzo sono poche. Innanzitutto evitare i distributori di snack e se si opta per il panino al bar, va scelto con attenzione. Il pranzo ideale infatti deve essere ipocalorico, facilmente digeribile e consumato con tranquillità masticando lentamente. Diversamente si finisce per esagerare con la cena, distribuendo in questo modo male le calorie,  rallentando il metabolismo e rischiando il sovrappeso. Ogni pasto dovrebbe prevedere una porzione di frutta e verdura e accompagnato da acqua, evitando le bevande che apportano eccessive calorie.
Per quanto riguarda la scelta del panino, emblema della pausa pranzo per eccellenza, è bene sapere che non sono tutti uguali e che va consumato lentamente, masticando a sufficienza.  Meglio optare per quelli con verdure e farciture semplici.

Il panino ideale è composto da due fette di toast, che contengono 100 calorie. Più la pasta del panino risulta soffice, morbida e lucida, più è grassa e quindi salgono le calorie. I formaggi più calorici sono quelli filanti come la fontina, meglio evitarli. Vietate farciture al salame, mortadella e wurstel. Così come sono da bandire maionese e salse varie, un cucchiaio di salsa infatti contiene mediamente 100 calorie. In altre parole mentre un toast con una farcitura semplice si aggira intorno alle 250 calorie, una focaccia imbottita supera le 600 calorie.